Pietro Mennea: per Barletta un nuovo grande primato

 


Lo Sport quale veicolo di pace


Fin dalla più remota antichità lo sport ha rivestito un importante ruolo di coesione sociale, di sviluppo individuale e collettivo e di avvicinamento tra i popoli, a tal punto che non è affatto improprio parlare di esso come di uno dei motori dell'evoluzione culturale della specie umana: non a caso nell'antica Grecia, culla del "pensiero occidentale", pure intriso di notevoli interferenze orientaleggianti, la pratica sportiva era considerata insostituibile elemento educativo per i giovani, riflettendosi anche nei rapporti tra le disparate poleis, che stabilivano tregue belliche in occasione di eventi sportivi quali le Olimpiadi.

Anche nei tempi attuali sport e pace costituiscono un binomio strettamente connesso, perché il primo, favorendo la reciproca conoscenza ed il contatto materiale tra popoli di eterogenea origine, rafforza la pacifica convivenza ed il necessario spirito di collaborazione, condizione essenziale per il comune benessere in un mondo che va sempre di più globalizzandosi.

L'Unione Europea si è sempre dimostrata consapevole dell'importanza rivestita dallo sport, tanto a livello individuale quanto a quello collettivo, essendo portatore di grandi valenze in ordine all'abbattimento delle barriere sociali: nulla come lo sport riesce ad annullare le differenze e ad accomunare le classi sociali nel segno di un unico interesse.
Pertanto l'attività sportiva costituisce un incomparabile strumento di coesione sociale e la sua pratica presenta molti aspetti positivi ai fini dell'educazione personale e culturale dei cittadini, soprattutto a detrimento della mediocrità individuale. Non può sfuggire, quindi, l'importanza di utilizzare questo straordinario mezzo di avvicinamento tra i popoli, che, tra l'altro, favorisce lo sviluppo e la qualità dell'esistenza umana, obiettivo fondamentale dello sport. Non esiste forma di lotta più pacifica ed incruenta contro fenomeni estremamente deleteri che affliggono l'umanità attuale: l'esclusione sociale, per esempio, ma anche razzismo e xenofobia.

Sotto il profilo della formazione dei cittadini del futuro, lo sport è foriero di grandissime potenzialità, in quanto trasmette ai giovani quei valori e quei principi che sono alla base delle sane competizioni sportive: la lealtà, l'onestà e il rispetto, ovvero quegli stessi principi che costituiscono il giusto punto di partenza per affrontare la vita sociale in tutti i suoi aspetti più importanti; inoltre lo sport offre alle nuove generazioni la possibilità di coltivare sogni estremamente edificanti, tra i quali è compreso quello di vivere in un mondo nel quale difficilmente si ricorra alle guerre.
I focolai di guerra che continuano a colpire alcune parti del mondo, e gli ultimi attentati terroristici all'indirizzo di paesi, sede di consolidata democrazia, impongono all'U.E. di intervenire, utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione per contribuire a sconfiggere ed eliminare le azioni negative, messe in atto dai terroristici e dalle guerre ancora esistenti sul pianeta.

Vi sono, oggi, organismi istituzionali che sono deputati alla risoluzione di questi problemi (vedi ONU); quest'ultimo nello stesso tempo considera lo sport un elemento importante per il progresso sociale e la pace nel mondo. Infatti, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Signor Kofi Annan, ha chiesto un aiuto esplicito alle Nazioni che compongono questa istituzione (cioè l'O.N.U.), a creare "un mondo migliore nell'interesse di tutti, un mondo nel quale i bambini possano crescere senza paure e possano andare a scuola, un mondo nel quale i bambini possano giocare e divertirsi, un mondo nel quale ai bambini siano dati i mezzi e le possibilità per diventare ciò che essi desiderano".

Infatti, come molti sanno, i valori essenziali dello sport sono molto simili ai valori su cui si fondano le Nazioni Unite (O.N.U.)
In base ai Trattati, il compito dell'U.E. è di esaminare (considerare) lo sport dal punto di vista legale (se rispetta i Trattati) e sociale. Per l'importanza istituzionale che l'U.E. ricopre non solo in Europa, ma nel mondo, non può esimersi dal prendere posizioni a riguardo.

Lo sport, può essere utilizzato dalle istituzioni comunitarie, per lottare anche eventi negativi come le guerre.
Lo sport rimane la migliore scuola di vita, infatti attraverso esso, i giovani imparano:
- ad amministrare la vittoria
- a superare le sconfitte
- a diventare giocatori di squadra e ad essere affidabili e a guadagnare   la fiducia degli altri membri della squadra
- il rispetto per gli avversari e delle regole
- che per ottener buoni risultati c'è bisogno di duri allenamenti
- a conoscere meglio se stessi ed i propri limiti

Le lezioni positive che offre lo sport sono essenziali per la vita. E' un impegno di tutti assicurare che questi valori positivi siano conservati, e che gli atleti che professano questi valori restino dei modelli per le generazioni future.
L'Unione Europea è pertanto portatrice dell'obbligo etico di utilizzare questo insostituibile strumento, che ha il potere effettivo di annullare le distanze geografiche e di veicolare efficacemente quei valori che debbono cementare le basi di ogni sana società, primo tra tutti quello della democrazia.

E' compito della U.E. esplorare e cercare i modi nei quali lo sviluppo umano e la pace possano beneficiare dello sport.
Soprattutto nei frangenti attuali, dunque, in un mondo devastato da innumerevoli eventi bellici, la Commissione deve farsi carico di diffondere i principi insiti nella pratica sportiva, operando attivamente al fine di reintrodurre lo sport nei Paesi recentemente interessati dalle guerre, prevedendo, ove necessario, disponibilità finanziarie per consentire allo sport di operare come volano di Pace e come strumento di unione e pacificazione tra i popoli, poiché è indiscutibile che ai campi di battaglia sono di gran lunga preferibili i campi da gioco sui quali è facilissimo stemperare le tensioni sociali e quelle internazionali.
Non dobbiamo dimenticare che in paesi colpiti da eventi bellici come ad esempio, in Uganda, lo sport consente ai profughi della Somalia, del Ruanda del Sudan ecc, anche se non parlano la stessa lingua di divertirsi insieme, di giocare e comunicare.

Lo sport aiuta i profughi, specialmente i giovani, a rimanere sani, e agli adulti (profughi) di apprendere le tecniche di allenamento e di riguadagnare autostima.
L'U.E. attraverso lo sport, può contribuire alla creazione di un mondo migliore.

Indietro