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Comunicato Segreteria Nazionale LDE
------ Roma 12- 02- 2004
L'On. Avv. Pietro Paolo Mennea si associa alle critiche avanzate
dal Presidente del Consiglio nazionale forense, Remo Danovi: La
giustizia non è un mercato.
Le conclusioni del Commissario Monti nel rapporto sugli Ordini sono,
quasi sempre, fondate su un'analisi economica e sulle leggi di mercato,
e nel settore della Giustizia sono errate.
Per l'attività giudiziaria non si può fare riferimento
solo alle regole di mercato e alla teoria economica perché
non si tiene conto del carattere della assoluta specificità
dell'attività giudiziaria.
Non è corretto poi rilevare, come fatto nella relazione adottata
dalla Commissione Ue, che la fissazione di tariffe, minime e massime,
viola la concorrenza e danneggia i consumatori. Le tariffe forensi
sono una garanzia per l'utente che viene messo al riparo da ogni
possibile abuso.
Non è corretto evidenziare divieti di pubblicità,
oggi attenuati in Italia in tutte le professioni - anche in quella
forense - su inesistenti filtri all'accesso alla professione.
In relazione alle barriere all'accesso alla professione forense
e' necessario ricordare che i 120 mila avvocati italiani iscritti
all'Albo in Italia confermano che non c'è e non c'e' mai
stata alcuna restrizione all'accesso. Gli esami di abilitazioni
oggi sono una verifica alla qualità, non un ostacolo all'esercizio
della professione.
Liberali Democratici Europei
Dipartimento giustizia e libere professioni
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