| Comunicato
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Da: Segreteria Nazionale – Liberali Democratici
Europei
A:
Dopo anni di latitanza, in occasione della morte della culturista
Daniela Bianchi, il Governo italiano torna ad esprimersi sul doping,
con politici dell’ultima ora, ma soprattutto appare discutibile
la scelta di alcuni di loro, che dovrebbero occuparsi di questo
grave problema. In particolare sembra inopportuna la scelta del
sottosegretario con delega allo sport e referente di Forza Italia
allo sport, Mario Pescante, ex presidente del CONI, tristemente
famoso per le sue dimissioni inevitabili dopo lo scandalo che coinvolse
il laboratorio anti-doping dell’Acquacetosa di Roma (dove
emerse che si nascondevano o si gettavano le provette da analizzare
di alcuni sport). Tale personaggio, si è espresso con una
possibile proposta di modifica della legge italiana sul doping (n.
376/2000) per allinearla al nuovo codice dell’Agenzia Mondiale
Antidoping (WADA), e quindi alla volontà del CIO, e che tenga
conto della necessità di prevenzione e repressione del fenomeno
(doping) nelle categorie giovanili e dell’attività
sportive non disciplinate dalla normativa e quindi dal CONI.
In tutti questi anni il CIO, non si è certo distinto per
una dura e concreta lotta la doping, al contrario negli anni passati,
la percentuale di positività al doping, accertata dal CIO
è stata dell’1%, se ciò fosse vero, significherebbe
che il problema doping non è mai esistito.
Invece, tutti noi sappiamo che vi sono stati e vi sono sportivi
che a seguito dell’utilizzo di sostanze dopanti, sono andati
incontro alla morte.
Quindi il CIO, un organismo associativo di diritto privato (soggetto
alla legge di un Paese extracomunitario), non può certo dettare
linee di comportamento per quanto riguarda leggi di uno stato democratico
membro dell’Unione Europea.
La cosa più grave è che non si capisce come Mario
Pescante, a suo tempo firmatario (insieme ad altri dirigenti del
CONI) della convenzione con il Prof. Conconi e il laboratorio di
Ferrara, di cui, è famoso il discutibile operato come è
emerso nel corso delle indagini della magistratura, abbia la faccia
tosta di farsi promotore di proposte che mirano a conservare lo
sport italiano ed internazionale nello squallore che lo contraddistingue,
e che mira soprattutto a conservare, negli organismi istituzionali
sportivi, il regime di monopolio, non solo nell’attività
sportiva, ma anche sulla salute degli atleti e dei cittadini.
Non si comprende come in un Paese in cui non mancano politici capaci,
e dotati di buona intelligenza, non si facciano avanti persone con
una credibilità meno compromessa.
I Liberali Democratici Europei, invitano le forze politiche nazionali,
e il mondo associativo sportivo italiano, a farsi avanti, per evitare
che coloro che nel passato hanno prodotto, danni irreparabili allo
sport, oggi cagionino altri danni, se possibile ancora più
gravi di quelli già provocati, su una problematica che riguarda
la prevenzione e la tutela della salute degli italiani. (A questo
proposito, per maggiori chiarimenti in merito, Vi
consigliamo di cliccare qui).
Roma, 29 Dicembre 2004
Liberali Democratici Europei
Segretario Nazionale
Avv. Pietro Mennea
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