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Da: Liberali Democratici Europei – Segreteria Politica
Nazionale
LE PROCEDURE
CONCORSUALI NECESSITANO DI UNA NUOVA LEGGE
Sin dall’inizio del suo mandato, questo Governo aveva progettato
un intervento che rivedesse, attraverso un disegno di legge, le
procedure concorsuali regolate da una legge vecchia ed obsoleta,
che risale a diversi anni fa (R.D. n. 267 del 16/03/1942).
Era stata infatti costituita una Commissione di studio presso il
Ministero di Grazia e Giustizia, per redigere questo disegno di
legge che avrebbe dovuto produrre importanti cambiamenti in materia
fallimentare. Il lavoro di tale Commissione, pur avendo prodotto
un testo che prende in esame delle problematiche essenziali (come
ad esempio l’azione revocatoria, ecc) non sembra abbia prodotto
gli effetti desiderati o auspicati.
Il Ministero di Grazia e Giustizia, ha costituito una nuova Commissione
che sembra abbia approvato un disegno di legge (e non più
una delega). Detto provvedimento se pur articolato, presenta degli
aspetti poco chiari che non convincono molte associazioni tra cui
la Confindustria e Abi.
Ancora regna molta incertezza, e non c’è molto tempo
a disposizione per promulgare una norma che mantenga il diritto
fallimentare al passo con i tempi e con il mercato.
I LDE, evidenziano che il diritto fallimentare deve offrire certezze;
fare in modo che il rischio delle relazioni commerciali sia distribuito
il più possibile; far in modo che siano evitate perdite inutili,
e che siano ridotti i tempi “biblici” di una procedura
concorsuale; bisogna considerare la completa riabilitazione dell’imprenditore
dichiarato fallito in proprio, poiché in caso di fallimento
perde tutti i suoi diritti patrimoniali e civili, ed anche quelli
più personali.
I LDE si augurano che le Commissioni interessate collaborino a riscrivere
le regole efficienti ed efficaci, anche per poter far si che il
sistema diventi invitante per gli investimenti da parte di imprese
nazionali ed estere, per far si che le imprese italiane non si trovino
svantaggiate nella competizione internazionale, a causa del “costo
delle regole”, quest’ultimo riguarda l’adeguatezza
dei loro contenuti e l’efficacia della loro applicazione.
I LDE, segnalano agli organismi competenti, che in materia fallimentare,
servirebbe una legge fallimentare uniforme per tutta l’Europa,
in modo da eliminare le incertezze esistenti e che coinvolgono le
aziende in gravi difficoltà.
C’è bisogno di un sistema fallimentare più chiaro
e trasparente che dovrebbe attrarre nuovi capitali negli Stati membri,
dal momento che più chiara è la norma, maggiore è
la voglia di investire da parte di imprenditori stranieri.
I LDE auspicano che le Commissioni competenti tengano conto che
l’Europa necessita di una legge fallimentare unica, ed anticipare
i tempi come Stato membro, almeno una volta, ci porterebbe all’avanguardia
in una materia di grande attualità.
Vista l’importanza del settore, l’esiguità del
tempo a disposizione per varare una delega e poi un decreto, i LDE,
invitano il Ministro di Grazia e Giustizia a prendere in tale campo
una decisione rapida ed efficace, ma soprattutto che il provvedimento
legislativo allo studio tenga conto anche delle esigenze indicate.
Roma, 14 Luglio 2004 Partito dei Liberali Democratici Europei
Segreteria Politica Nazionale
Avv. Pietro Paolo Mennea
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